L'Israeliano dell Happy Hour Team si aggiudica il Green svoltosi allo Sportsman, storica piazza dello squash milanese finalmente recuperata. Si impone nell'ambito di una manifestazione di ottimo livello medio, superando quarti, semifinali e finale tutti in maratone di cinque games.
Torneo GREEN
Risultati completi per piazzamento:
- Mish Tzeoreff - Happy Hour Team
- Diego Novara - Sportsman Milano
- Alberto Rossi - BST Como
- Stefano Verbena - Squash Brienza
- Andrea Taglietti - Planet Lonato
- Michele Musiari - Olimpo Cadorago
- Antonio Forte - Sportsman Milano
- Pasquale Abbatecola - Sportsman Milano
- Fabio Milazzotto - Mania Brescia
- Tiziano La Pegna - Happy Hour Team
- Alessandro Guglielmetti - Happy Hour Team
- Fabio Carroli - Sporting Club Milano3
- Giuseppe Mazzone - Sporting Club Milano3
- Nicola Gramegna - Sportsman Milano
- Luca Pelucelli - Sporting Club Milano3
- Maurizio Valerani - Sportsman Milano
- Alberto Di Franco - Sportsman Milano
- Stefano Delle Cave - Happy Hour Team
- Stefania Corsi - Happy Hour Team
- Antonio Battistini - Happy Hour Team
- Sandra Tonet - Happy Hour Team
- Bojadev Vassili - Sportsman Milano
- Mahas Handi - Sportsman Milano
- Hassan Shant - Sportsman Milano
- Luca De Caro - Sportsman Milano
- Nunes Vasco - Sporting Club Milano3
Report by "GP"
Si gioca allo Sportsman di Milano ed è un piacere vedere aperti alle competizioni i battenti di un club che fu uno dei primi ad introdurre lo squash in Italia. Tanto per dirne una, uno dei suoi soci, Di Franco, poi diciassettesimo, indossava, per l'occasione del ritorno alle gare, una nostalgica maglietta, rievocante Campionati Regionali del 1986!!!
Che il livello medio fosse elevato si è capito da subito, con Valerani-Delle Cave, Bojadev-Carroli, Mazzone-De Caro e Di Franco-Musiari dalle 9 di mattina a darsi battaglia. Lieta novità quest'ultimo, degna di nota la storia di Bojadev Vassili. Al suo esordio in competizioni ufficiali mostrava tutta la sua ingenuità e sul 2-0 10-9 per lui non si fermava su un chiaro stroke a suo favore. Resosi conto della scelleratezza commessa si sarebbe innervosito per poi cedere al quinto game. Da segnalare inoltre la presenza in tabellone della Corsi e di Sandra Tonet, entrambe in ottima forma, con la prima che addirittura avrebbe costretto al quinto game un sorpreso Pelucelli.
Gli Ottavi di finale partono rapidi e se Rossi e Tzeoreff sono veloci su Lapegna e Milazzotto, lo stesso non si può dire per i successivi incontri. Taglietti cede un game ad un combattivo Valerani, così Verbena con Pelucelli. Dopodiché lo Sportsman cala i suoi assi di casa. E se Diego Novara pare di un altro livello e rifila un 3-0 veloce a Carroli, invece Antonio Forte ha ben più di una palpitazione contro il tecnico ma appesantito Guglielmetti che lascerà 13-11 al quarto. E dopo che il gigantesco Musiari, tra una canzone e un tuffo (ne riparleremo), supera un troppo nervoso Mazzone, a calamitare l'attenzione è lo scontro locale tra l'atletismo di Abbatecola e la fantasia di Gramegna. Dopo grande equilibrio (e un'ora di gioco) i 100 chili di quest'ultimo non hanno votato a suo favore. Ma con grande sportività il suo avversario, giunto al match point, si ritira, conscio che non vi sarebbe potuto essere all'incontro successivo. Peccato, contro Rossi sarebbe stato un altro bel confronto di stili.
E invece i Quarti partono proprio con Rossi e il sopravvissuto Gramegna. Entrambi tecnicissimi, ancora il famoso tonnellaggio non depone per il simpatico mancino milanese. Che cederà in quattro partite. E se Verbena, invece, ha bisogno solo di tre frazioni per superare Forte, ben altra tensioni vi è in Taglietti-Novara e Tzeoreff-Musiari. Alla fine Novara, icona locale, mostrerà qualcosa in più in termini di chiusure e di potenza, chiudendo per 3-1 una seguitissima contesa (Filmato). Invece Tzeoreff per superare Musiari ricorrerà a ben oltre qualcuna delle classiche sette. Sotto 1- 2, in recupero, 2-2, 7-7, tra la vittoria e la sconfitta ballavano un paio di smorzate. Lui le ha messe sopra e l'altro sotto. Semplicistico ma così, pur al termine di una maratona.
Da cui dovrebbe averne tratto grande vantaggio Verbena, che riposato va ad affrontare in semifinale proprio l'Israeliano. Il mancino monzese parte bene, boastini, specialità della casa, tranquillità ed in controllo va 1-0 facile. Memori di una recente partita al quinto a Mi3, non ci facciamo ingannare. E infatti Tzeoreff, andatura caracollante e capello pazzo, alla fine riprende in mano la situazione. Complici anche delle incredibili amnesie dell'avversario, che sembra fare di tutto per perdere. E a dirla tutta, solo al quinto, ma ci riesce. Dall'altra parte Rossi oppone una valida resistenza, per quanto la sua tenuta può permettergli, di fronte ad un troppo potente e reattivo Novara. Che, a dispetto di una tecnica molto personale, dopo aver ceduto il primo game mette un altro ritmo per rullare via il Comasco.
E così la finale è decretata: il tocco morbido e la furbizia di Tzeoreff contro la fisicità di Novara. Osservando l'incontro, molto equilibrato, l'impressione è che, prima o poi, quest'ultimo scapperà via. Infatti pare con un ritmo troppo alto per alla lunga non farlo. Dal suo canto l'esponente Happy Hour mette sul campo, oltre alla stanchezza, anche la sua esperienza e classe. Tuttavia sembra in partita sempre grazie a situazioni contingenti e difficilmente ripetibili. Sul 10-9 per lui, con l'altro in razzente rimonta dopo iniziali errori da tensione, su un incredibile recupero, lancia un disperato boast, che, un po' steccato, alto e lento, un po' affannoso, come preghiera, va a depositarsi nel nick. Che sotto l'incredulità generale gli consegnerà il primo game. Nel secondo non cambia molto. Tzeoreff corre, si affanna, sembra sempre sul punto di crollare. Tuttavia la sua delicatezza di palla non si discute. Ad un certo punto tira 4 nicks di fila su altrettante smorzate. E con l'ultima si aggiudica ancora in volata 12-10 il gioco e va 2-0. Ma conosciamo lo squash. E il serbatoio dell'Israeliano, pur in netto vantaggio, pare troppo vuoto rispetto alle gambe e alla capacità continua di colpire la palla dell'altro. Che infatti, moto di fianco a bicicletta, si riprende con un netto 11-1 11-3 le redini di ciò che aveva lasciato. Ma all'inizio del quinto, anziché continuare nella pressione, che lo avrebbe condotto al traguardo, si innervosisce e cerca avventate chiusure, commettendo inadeguati errori. Va sotto 0-3, protesta, perde concentrazione. Così Tzeoreff ha tempo di rifiatare e, uscito dal turbinio degli scambi forsennati, può rivedere la luce. E la sua fatale smorzata di diritto torna di attualità. Un paio di ulteriori errori altrui, un paio appunto di ben piazzate rotondette e la sua tranquillità viene premiata da un bel 11-7 che decreta la vittoria finale. Applausi meritati. E come non farli d fronte ad un atleta che ha giocato quarti, semifinale e finale sempre sull'orlo del tracollo, per poi invece portarli in porto? Infatti. Applausi, appunto.
Fatti e Personaggi
Valerani Maurizio: ormai relativamente noto. Perché a fianco di una tecnica non proprio sopraffina vi è una corsa illegale per un quarantenne. Ma soprattutto è sugli scudi per la collezione sconfinata di magliette da calcio che sfoggia. Maradona, Sheva, Toni, Kakà, Figo e Beckham sono appena la seconda squadra che ha schierato per l'occasione. E, stupefacenza, vi forniamo il tassello mancante di come lo ha fatto. Infatti TUTTI i venerdì lavora la notte. Ergo: TUTTI i tornei si presenta alle nove del sabato in palestra senza passare nemmeno da casa. Saputo ciò, guardatelo correre alla quarta partita e vi chiederete fino ad adesso per cosa vi siete allenati e fatto vita da sportivo.
Musiari: sorpresa del Torneo. Oddio, sorpresa. Visto correre e picchiare contro Mazzone poi ci pareva addirittura il favorito. E sul carattere guascone ancora meno sbalordimento. Da uno che viene sù dalla scuola di Parma, tra gli Skip Boast di Pelz e i "colpi dello scorpione" dei Guatelli, e che magia, tra tutti i posti al mondo va ad allenarsi proprio a Cadorago da Mohsen, potete aspettarvi di tutto. Compreso che canti in campo mentre l'altro impreca in turco per un errore commesso.
Tzeoreff: lo conosciamo bene. E' una volpe. Ha la smorzata che uccide, davanti è fortissimo e al volo è meglio che lo eviti. Soffre terribilmente chi gli dà ritmo ma, se non lo affossi risale. E così è stato, a discapito di un viso che sembra sempre annunciare uno svenimento. Ha giocato talmente tanto che gli abbiamo prestato varie shirts. Le canoniche 5 per altrettanti turni non gli sono bastate nemmeno fino alla semifinale.
Tonet/Corsi: bella la formula dei tornei Green che permette alle donne di partecipare. E vista questa prima esperienza direi che hanno tutt'altro che sfigurato.
Relatività: Alberto Rossi è noto nel circuito come Panda (della Pandessa vi diremo in futuro). Almeno un indizio sulla sua conformazione fisica vi verrà in mente. Tuttavia in campo di fianco a Gramegna pareva una cinquecento parcheggiata a lato di una Jeep.
La promessa: da sopra. Gramigna ha dichiarato che scenderà di venti chili. E per suffragare si è comprato una maglia nuova. Di due taglie in meno.
Ci vuole fondoschiena: non in senso lato, ma, rimaniamo sulle disquisizioni fisiche. Votato come il più appetetibile, all'unanimità dal pubblico femminile, quello di Taglietti. Sconfitto, ma premiato dalla giuria di intenditrici. Attente decisamente, come avrete capito, unicamente all'aspetto tecnico-tattico del gioco.